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L’importanza del Sound Envelope: Adattamento dal vivo della Storia di Anna Frank


Domande & Risposte con il Sound Designer Jeroen ten Brinke


Il seguente articolo è stato pubblicato nell’ottobre 2014 sulla rivista Total Production International.

Tre volte vincitore del John Kraaijkamp Musical Award per la Miglior realizzazione di un Progetto, l’olandese Jeroen ten Brinke è uno dei sound designer teatrali più innovativi e tecnici in Europa. È stato premiato per il suo lavoro rivoluzionario Soldier of Orange [Soldaat van Oranje - De Musical], dove ha configurato un imponente sistema a 360° per un palco circolare con set multipli che circondavano una piattaforma rotante per un pubblico di 1.100 persone. Il suo ultimo lavoro è ANNE, un nuovo spettacolo aggressivo basato sulla storia di Anna Frank. Rappresentato nel Theater Amsterdam, costruito appositamente, ANNE utilizza set estremamente realistici di interni di stanze che ruotano dentro e fuori dal palco. Ten Brinke spiega il ruolo che l’audio gioca nella produzione e come la tecnologia D-Mitri Meyer Sound si inserisca nell'era degli spettacoli a progettazione complessa.

Q: La messa in scena e il conseguente sound design di Soldier of Orange erano senza precedenti, anche se gran parte della complessità derivava dal fatto che esso è un musical. Nonostante la parte suonata sia molto più semplice, il sound design per ANNE è straordinariamente intricato. Cosa c’è di insolito qui?

ten Brinke: Prima di tutto, ANNE ha set grandi ed elaborati con stanze multiple che si alternano dentro e fuori dal palco. In molte scene, l’azione ha luogo simultaneamente in due o più spazi isolati acusticamente, e gli attori non sentono le battute degli altri, soprattutto in quelle scene in cui i personaggi nascosti devono parlare molto tranquillamente o sussurrare. Per questo abbiamo bisogno di avere monitor in tutte le stanze, con microfoni wireless su tutti gli attori.

Q: Si tratta di un teatro piuttosto grande. Avete bisogno di far correre le voci attraverso il PA?

ten Brinke: Sì, ma in realtà è più complicato di come sembra. Non è un musical, dove il pubblico tende a rivolgersi verso la direzione da cui provengono le voci: abbiamo dei piccoli diffusori nascosti in tutte le stanze per creare una prima fonte sonora, per ottenere una piacevole sensazione di collocamento. I diffusori del PA principale lavorano in ritardo rispetto a tutto questo.

Q: I segnali ai diffusori arrivano tutti via radiomicrofono. Perchè si è reso necessario tutto ciò?

ten Brinke: I set si spostano dentro e fuori dal palco grazie a meccanismi sofisticati, scompaiono e riappaiono, e non sempre nella stessa posizione. Non era nostra intenzione impazzire a causa di cavi aggrovigliati, perciò stiamo utilizzando 16 unità Shure PSM 1000 per 32 alimentazioni mono ai diffusori nelle stanze. Inoltre, il fatto che gli altoparlanti nei set cambino posizione, modificando la loro relazione con il pubblico, significa che dobbiamo cambiare i relativi tempi di delay. Quindi sì, diventa complicato, dal momento che nel sistema abbiamo un totale di 72 uscite.

Q: A proposito di ingressi, quanti sono i radiomicrofoni? E quante le altre fonti?

ten Brinke: Abbiamo 24 canali per i radiomicrofoni su ingressi analogici. Poi abbiamo anche 48 canali su AES3 per gli effetti sonori, la riproduzione delle partiture orchestrali e i riverberi. Abbiamo quattro computer con Cubase e Nuendo, uno con il multitraccia per l’orchestra multitraccia, due per gli effetti e uno per i riverberi Altiverb, e un quinto di riserva. Sono collegati via AES3 ad un Yamaha DM2000VCM che funziona come submixer.

Q: Per il mixing hai scelto una piattaforma audio digitale Meyer Sound D-Mitri. Che vantaggi offre rispetto ad una console ad architettura fissa?

ten Brinke: Stiamo utilizzando un sistema Meyer Sound D-Mitri con la superficie di controllo CueConsole. Gestisce integralmente mixing, processing, delay, matrixing uscite e processing dei diffusori.

D-Mitri è fantastico perchè ti permette di andare da un qualsiasi ingresso o da tutti gli ingressi ad una qualsiasi uscita o a tutte le uscite e di farlo in qualsiasi modo e con facilità. Non devi mai dire "no" se un regista ti chiede di fare qualcosa, perchè tutto è possibile. E D-Mitri suona in maniera impressionante, molto simile ad un desk premium analogico. Per me, è l’unico sistema digitale comparabile a livello di suono ad un Cadac analogico. In questa configurazione con D-Mitri abbiamo in totale 72 ingressi e 72 uscite.

Q: E’ una gran quantità di tecnologia per un dramma teatrale. Quale è stata la sfida più grande in tutto questo lavoro?

ten Brinke: Penso che la difficoltà principale sia stata la situazione del monitoraggio, perchè tutto avviene in stanze differenti, rendendo impossibile per gli attori ascoltarsi l’un l’altro e rispondere alle battute. Il che ha reso tutto difficile da provare, anche perchè in alcune scene gli attori camminano da una stanza all’altra mentre la casa si trasforma in scena, il che rende tutto ancora più complesso.

Q: C’è qualcosa che hai imparato dalla complessità di Soldier of Orange e che poi hai applicato in ANNE?

ten Brinke: Con tanto di audio e di controllo dello spettacolo gestito attraverso reti di computer, ho imparato che è di importanza vitale costruire una rete di infrastrutture chiara e solida. Se l’intero spettacolo dipende da un cavo, è necessario assicurarsi di non perdere nessuna connessione. Così, per ANNE, ho evitato di fare io le terminazioni dei cavi di rete. Gli addetti audio non dovrebbero fare questo. E’ un lavoro per professionisti informatici!

Q: Tornando al mixing e al processing, con sistemi come D-Mitri stiamo assistendo ad una nuova tendenza? Stai essenzialmente assemblando una console personalizzata in base alle esigenze della produzione?

ten Brinke: E’ diverso, perchè con D-Mitri puoi creare tutti i sottogruppi e gli ausiliari che ti servono—cosa difficile se non impossibile da fare con un desk fisso. E’ sufficiente aggiungerli e dare loro un nome, mentre con altri desk si deve scendere a compromessi per ottenere il risultato finale. Con D-Mitri non ci sono limiti, solo i frame in ingresso e in uscita che avete a disposizione.

Q: Tutta questa complessità influenza la qualità del suono?

ten Brinke: No, con D-Mitri non si verifica alcun degrado, perchè il clocking è molto buono, e i convertitori A-D e D-A sono eccellenti, lavorano a 96kHz. Quindi non mi sento come se avessi perso la sensazione di grande suono analogico.

Q: Chiaramente sia la messa in scena sia l’audio di ANNE si basano su tecnologie all’avanguardia. E’ questa la nuova tendenza per le rappresentazioni teatrali in Europa? Vedremo sempre più radiomicrofoni sulle scene?

ten Brinke: E’ ancora piuttosto insolito, almeno qui in Olanda e in gran parte dell’Europa. Per prima cosa, non molte produzioni hanno una sceneggiatura con tutto questo sussurrio, e il "sussurrio sul palco" è innaturale e può diventare fonte di distrazione. Quindi penso che l’utilizzo dei radiomicrofoni sulle scene rimarrà una cosa rara per le produzioni al chiuso, anche se, ovviamente, è più comune per i drammi rappresentati all’aperto.

Q: Spettacoli come Soldier of Orange e ANNE puntano verso una maggiore importanza del ruolo del sound design in musical e drammi?

ten Brinke: Sì, i registi adesso possono ripensare il modo in cui utilizzano il suono, perchè con le nuove tecnologie si può realizzare molto di più. Non dovete preoccuparvi di creare dei cue difficili da far gestire manualmente all’operatore. Non importa cosa pensiate di un cue, c’è un modo per automatizzare e creare collegamenti ad altri cue luci e video. Con la struttura flessibile di D-Mitri, si può essere molto aperti nel modo in cui ci si avvicina al compito progettazione sonora. Le uniche limitazioni reali sono il budget e, naturalmente, alcuni limiti fisici ed acustici, come l’altezza della stanza e il posizionamento dei diffusori. Ma anche considerando questi limiti si può andare lontano, molto più lontano rispetto a qualche anno fa.

 



ANNE è stato prodotto da Robin de Levita e Kees Abrahms. La sceneggiatura è stata scritta da Jessica Durlacher e Leon de Winter, con musica composta da Paul M. van Brugge. Oltre a Jeroen ten Brinke, progettista partner presso Audio Design International, il team audio di ANNE comprende l’assistente programmatore Chris Blaauw e il tecnico mixer residente Igor Milosavijevic. Il sistema D-Mitri è stato fornito da Focus/Rent-Alldi Amsterdam, in collaborazione con il distributore Meyer Sound Audio Electronics Mattijsen.

Ottobre 2014



mercoledì 29 ottobre 2014






 
 
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