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Intervista Esclusiva: John Meyer a proposito di Risoluzione Audio ed Esperienze dell’Ascoltatore

2 Giugno 2014, di Bruce Borgerson  

Con la TV ad alta definizione nella maggior parte dei salotti e i cinema che si stanno avviando verso la proiezione digitale a 4K, le immagini ad alta risoluzione sono all’ordine del giorno. Anche la riproduzione di musica di consumo, a lungo dominio dell’umile MP3, sta iniziando ad immergersi nell’alta risoluzione con il download di file FLAC a 24-bit/192 kHz. In che modo il concetto di risoluzione si applica al suono live? Perchè è così complesso prevedere e valutare un’esperienza d’ascolto? Cosa possiamo fare? John Meyer, co-fondatore e CEO di Meyer Sound, condivide alcuni spunti di riflessione.



Bruce Borgerson: Che cos’è l’alta risoluzione?

John Meyer: E’ molto più facile parlare di risoluzione rapportandoci al video. Nei proiettori, abbiamo bisogno di una certa quantità di luce, misurata in lumen, per colpire lo schermo e coprirlo uniformemente. In campo audio, l’equivalente è il livello SPL di un sistema e la copertura sonora della stanza.

Ma con la proiezione, capiamo anche la risoluzione video, che potrebbe essere qualsiasi cosa, da VGA a 4K e oltre. Esistono anche altri modi per definire la risoluzione dell'immagine, come la profondità di bit e il rapporto di contrasto. Prendendo tutte le specifiche insieme abbiamo già un’idea della qualità dell’immagine visualizzata dallo spettatore.

BB: In campo audio, quale è l’equivalente della risoluzione video?

JM: Gli strumenti per la progettazione e l’analisi dei sistemi audio hanno fatto molta strada. Ora possiamo misurare SPL e uniformità della copertura a frequenze diverse. Tuttavia, a differenza del video, non esiste una metodologia comunemente accettata che segnali neutralmente e olisticamente la qualità dell’audio riprodotta per l’ascoltatore, perchè parlando di audio dobbiamo considerare lo spazio acustico, la sorgente audio e il comportamento dell'apparecchiatura.

A rendere tutto più complesso è il fatto che la risoluzione audio è generalmente più difficile da rilevare rispetto alla definizione dell’immagine. Se pensavate di avere un proiettore a 4K ma non riuscite a leggere i titoli di coda alla fine del film, sapete di avere un problema.

BB: Ci sono conseguenze negative per il fatto che non ci sia un metodo comune per considerare il suono come un’entità unica?

JM: Il problema è che tutti i tre elementi - sorgente audio, spazio acustico e comportamento delle attrezzature - influenzano notevolmente l’esperienza dell’ascoltatore, ma a volte non vengono considerati e tutto quello che la gente vede sono solo le specifiche come SPL e copertura.

Sistemi acustici scelti per le specifiche e con notevole SPL potrebbero risultare inintellegibili. Non è colpa nè del progettista del sistema audio, nè del produttore dei diffusori. Quando si hanno degli altoparlanti che mancano di chiarezza o una stanza con riverbero che manca di assorbimento, non è possibile ottenere la risoluzione desiderata a prescindere da come si ottimizza il sistema audio.

La risoluzione è molto più chiaramente definita in campo video che audio. (Credit: Wikipedia).

Poichè non esiste uno standard, non vi è alcuna responsabilità quando le persone sono deluse dal risultato.

Quando, molti anni fa, il Festival Jazz di Montreux si stava spostando in un’altra sede, abbiamo detto loro che c’era la reale necessità di impiegare del materiale fonoassorbente per ridurre il tempo di riverberazione da tre secondi a circa uno. L’altra opzione che circolava era quella di impiegare diffusori direzionali senza effettuare alcun trattamento acustico. Non eravamo d’accordo con quest’ultima opzione, dal momento che non si trattava semplicemente di puntare un PA, ma c’erano molti più elementi coinvolti.

Siamo andati avanti e indietro per la sala e alla fine ho detto: “Cosa ne dite della band sul palco? Non sono direzionali, e stanno eccitando la sala in modo tale che non importa quali diffusori abbiate perchè suona tutto forte in quello spazio”. Bene, mi hanno detto che a questo non avevano pensato.

BB: Quindi, in questo caso, la risoluzione non è solo quella del segnale in ingresso?

JM: L’audio ad alta risoluzione è un modo olistico di considerare tutti gli elementi che influenzano l’esperienza dell’ascoltatore, ma tutto ha sempre inizio dal segnale in ingresso, profondità di bit per la gamma dinamica, e frequenza di campionamento per la larghezza di banda. La maggior parte delle nuove console fa uscire segnali a 24-bit/96 kHz. Abbiamo le capacità di trasmissione e memorizzazione per gestire l’alta risoluzione. Ma abbiamo bisogno di considerare la sonorizzazione nel suo complesso, dal segnale, agli altoparlanti, all’acustica della stanza.

BB: Dopo il segnale, il passo successivo è esaminare le caratteristiche del sistema di amplificazione?

JM: Proprio come c'è una grande differenza nella qualità dell'immagine tra un proiettore VGA e un proiettore 4K allo stesso livello e luminosità, lo stesso concetto andrebbe ugualmente applicato agli altoparlanti. Caratteristiche di copertura ed SPL possono darvi solo una parte del quadro.

Uno dei parametri fondamentali da considerare quando si parla di altoparlanti è ciò che noi chiamiamo linearità—quanto dettagliatamente un sistema trasmette un segnale audio, soprattutto a livelli elevati. La linearità è particolarmente importante nelle parti del sistema che rimangono nel dominio analogico. Negli ultimi anni, l’industria ha perso di vista tutto questo.

Negli anni ’40 e ’50 c’era molta enfasi nello sviluppo della riproduzione lineare del suono, perchè la sfida era far sì che i suoni degli strumenti uscissero distinti e intatti, piuttosto che impastati di armonici. In un sistema lineare, se facciamo suonare un piano ed una tromba, avremo il ritorno di entrambi, senza togliere nè aggiungere nulla. Se vogliamo aggiungere un effetto, possiamo utilizzare i plug-in a livello upstream della console. Il sistema lineare riproduce quello che noi inseriamo, niente di più, niente di meno.

Se mettiamo cinque toni in un subwoofer, un sistema lineare riproduce solo quei cinque toni. In un sistema non lineare, il subwoofer altererà i toni originali aggiungendone altri, cosa che potremmo trovare gradevole oppure no. I diffusori non lineari sono più difficili da misurare e da prevedere, e per questo è più difficile per l’utente ottenere un risultato specifico.

BB: Se un sistema è lineare, è più facile ottenere l’alta risoluzione audio?

JM: Dipende. Ad esempio, i sistemi digitali PCM sono intrinsecamente lineari. I primi sistemi vennero sviluppati a livello militare, per avere la certezza che i dati fossero trasmessi con precisione senza essere danneggiati. Ma si trattava di sistemi con pochi bit, perchè erano sufficienti per la trasmissione dati.

Per trasmettere musica, abbiamo bisogno di una risoluzione maggiore di diversi ordini di grandezza. Un CD standard a 16-bit e 44.1 kHz è lineare in uscita digitale, ma non ha la stessa risoluzione di un’uscita digitale a 24-bit/96 kHz.

BB: Suppongo che il passo successivo sia considerare la stanza.

In un sistema non lineare, le caratteristiche sonore di un segnale variano all’aumentare del livello.

JM: Sì, e il rapporto tra diffusori e stanza è spesso la parte più difficile, perché introduciamo caratteristiche di riverbero, che si presentano come un problema tridimensionale. Sistemi di amplificazione e diffusori lineari ben controllati risolvono il problema in modo facile ed efficace.

Questo è il motivo per cui, in Meyer Sound, abbiamo iniziato sviluppando procedure e soluzioni per cinema e installazioni permanenti, in particolare con i sistemi acustici attivi come Constellation. Una volta stabilite le procedure per queste applicazioni e ottenuti i risultati desiderati, abbiamo potuto estenderli ad altre situazioni di amplificazione, come il touring.

BB: Perchè non abbiamo ancora risolto il problema nonostante tutte le nuove tecnologie a portata di mano?

JM: A volte troppa nuova tecnologia rende il problema più difficile da risolvere. In un sistema complesso, se qualcuno perde la palla a monte la situazione si blocca. Lo abbiamo sperimentato recentemente, quando i nostri diffusori sono stati installati in un grande sistema con distribuzione in rete ed interfacciamento del segnale totalmente digitali.

Abbiamo avuto gravi problemi di distorsione e abbiamo scoperto che la console di mixaggio digitale stava sovraccaricando la rete. E le persone che avevano predisposto la rete avevano già lasciato il sito. Abbiamo finito per risolvere noi stessi il problema, perchè a quel punto nessuno stava controllando che il sistema funzionasse.

E abbiamo capito che non ha alcun senso impiegare diffusori ad alta qualità se il sistema digitale causa sovraccarico. D'altra parte, perché installare altoparlanti scadenti alla fine di un sistema digitale ad altissima qualità?

Dobbiamo orientarci sui sistemi. Il tutto deve funzionare come se fosse una cosa sola e deve essere testato nell’insieme. Possiamo acquistare un disco standard per il test di un lettore Blu-ray, ma non abbiamo l’equivalente per testare un sistema di amplificazione audio high-end. Non fa parte del nostro modo di pensare.

BB: Quali cambiamenti sono necessari per ottenere una maggiore risoluzione audio?

JM: La prima cosa è fissare obiettivi chiari per il segnale sorgente, la risposta del sistema di diffusori e il comportamento acustico dello spazio, considerandoli in modo sistematico. Abbiamo anche bisogno di definire norme e procedure di prova applicabili da ogni produttore e comprensibili da tutti gli utenti.

Se acquistiamo un proiettore 4K da una delle aziende leader nel settore, sappiamo già quale sarà il risultato quando lo accenderemo e lo punteremo verso lo schermo. Per esempio, anche un professionista esperto di video potrebbe far fatica a notare le differenze tra, diciamo, un Sony e un Christie con caratteristiche simili. Ma questo non sempre accade nel mondo dell'audio, dove è impossibile valutare le effettive prestazioni dei diversi prodotti confrontando le specifiche. Non dovrebbe essere così difficile.

BB: Come risolvere tutto questo e assicurare che i sistemi audio facciano ciò che pretendono di fare?

JM: Un punto di partenza è costituito da buone procedure di prova. Per esempio, già a fine anni ’40 – primi anni ’50, Altec Lansing stava avendo problemi con aziende che vendevano amplificatori per cinema sostenendo che erano a bassa distorsione, quando poi fu scoperto che non era vero. Gli amplificatori, con una potenza dichiarata di 100 watt, producevano in realtà 10 o 20 watt di potenza utile, il che si rifletteva negativamente su Altec, perchè la gente avrebbe dato la colpa ai diffusori Altec.

Bene, Altec arrivò con un analizzatore a doppio tono per amplificatori, che fu in seguito concesso in licenza ai produttori di apparecchiature per i test di misurazione di questi amplificatori sul banco di prova. In questo modo hanno dovuto dimostrare che, quello che offrivano, era equivalente agli amplificatori Altec. E ciò ha rivoluzionato il gioco. A quel punto un amplificatore doveva fornire 100 watt di potenza con una distorsione dell’1%.

Abbiamo bisogno di espandere questo approccio, per orientarci di più sui risultati derivanti dalle misurazioni dei sistemi, in modo che gli standard specifici rispecchino realmente le prestazioni acustiche.

BB: Occorrono nuove attrezzature, o è sufficiente utilizzare al meglio quello che abbiamo?

JM: L’ideale sarebbe combinare le due cose. Sarebbe bene sviluppare nuovi metodi e procedure per l’utilizzo delle attrezzature che già abbiamo, e insegnare a più persone ad ottimizzare questi dispositivi. Per esempio, ci sono algoritmi utili per calcolare coerenza e rapporto segnale-rumore. E c'è una proposta recente per la misurazione dell’articolazione multi-banda. Nei laboratori di ricerca acustica sono stati sviluppati nuovi strumenti che ancora non hanno raggiunto il mondo PA, ed è su questi che attualmente stiamo lavorando.

BB: Quale è la risposta della musica dal vivo? E’ questo quello a cui si riferiva in precedenza parlando di “procedure”?

JM: Quando i tecnici installano un nuovo proiettore, per prima cosa si assicurano, servendosi di un grafico di risoluzione, che tutto funzioni correttamente e le immagini siano a fuoco. Dobbiamo applicare le migliori pratiche nei test di articolazione, insieme ad altre misure per la coerenza e l’intelligibilità dei sistemi. Ad esempio, è possibile misurare l'effetto dei segnali compressi, e come limitare la gamma dinamica. Si tratta di quantità misurabili che troppo spesso non vengono applicate al di fuori del laboratorio.

Tutti i quantitativi misurabili rilevanti devono essere presi in considerazione nel sistema. Dobbiamo fare in modo che i consulenti dispongano di strumenti utilizzabili su tutta la linea per essere sicuri che tutto ciò che hanno specificato alla fine funzioni, e che gli stessi consulenti accettino tutto questo nel momento in cui si renderanno conto che sta per essere applicato uniformemente in tutta l’industria.

BB: Quali sono i piani immediati di Meyer Sound per affrontare la situazione?

JM: Abbiamo già iniziato a sviluppare un approccio sistematico orientato a considerare tutto il sistema per garantire i risultati di un impianto. E stiamo lavorando a stretto contatto con il nostro team di istruzione affinchè più professionisti si abituino a guardare il suono in maniera olistica.

Inoltre, abbiamo bisogno di sviluppare e perfezionare gli strumenti che si occupano di risoluzione audio per poter ottimizzare quella che potremmo definire l'immagine sonora. Ma molte cose influenzano tutto questo, compreso il riverbero della stanza, il sistema stesso e il bit rate del segnale di ingresso. Quindi vogliamo avere una serie completa di misure con cui testare i sistemi.

L’audio per il cinema è già molto avanti in questo senso. Solo pochi anni fa, abbiamo sviluppato uno speciale generatore di suono complesso, in collaborazione con NTi [Test Instrument Company] per assicurare che i sistemi audio per il cinema funzionino correttamente. Ora vogliamo portare questa filosofia nel mondo PA.

La sfida consiste nel testare il tutto in un ambiente fluido e dinamico. Il cinema è un’installazione unica e abbiamo tempo per le configurazioni, ma un sistema PA per il touring è costantemente in movimento. Il processo è totalmente differente e la velocità riveste un ruolo molto importante. Gli strumenti devono essere affinati per la PA, perché non è solo intelligibilità, ma sono anche tutti gli altri parametri a tradursi in caratteristiche musicali.

BB: In che modo questo nuovo approccio andrà a beneficio del settore?

JM: Questo nuovo approccio darà ai consulenti e agli addetti un modo obiettivo per valutare e mostrare i risultati di un complesso percorso di lavoro, e consentirà agli utenti finali di comprendere meglio le prestazioni dei loro sistemi. Si somma alla responsabilità e, infine, offre al pubblico una migliore esperienza di ascolto.

Dobbiamo ricordare che non si tratta di teoria. Se si desidera avere successo in un determinato settore, tantissime cose devono essere fatte bene, ogni volta.

BB: Il pubblico è realmente interessato all’alta risoluzione dei sistemi di amplificazione? Gli ascoltatori sapranno rilevare ed apprezzare la differenza?

JM: E’ vero che la musica di alta qualità non è così accessibile come dovrebbe essere. Abbiamo una generazione di ascoltatori cresciuta ascoltando musica compressa attraverso auricolari collegati ad un telefono. Tutto ciò che conoscono è un audio rumoroso e a bassa definizione. E’ come una generazione che ha sempre e solo mangiato nei fast food senza aver mai potuto apprezzare il gusto di un piatto appena preparato.

Fortunatamente, stiamo vedendo segni di cambiamento e fame di buon suono, come la rinascita del vinile e l'ascesa di file FLAC ad alta risoluzione.

Dobbiamo incoraggiare tutto questo. Dobbiamo far ambientare gli ascoltatori, suscitare la loro curiosità ed aiutarli ad apprezzare i vantaggi dell’ascolto della musica nella pienezza di tutta la gamma dinamica.

Bruce Borgerson è giornalista freelance e consulente della comunicazione per l’industria audio dagli anni ‘80. Ha scritto numerosi articoli di approfondimento per Mix, Pro Sound News, Sound & Video Contractor e Church Production e anche per ProSoundWeb.

Articolo tradotto da Pro Sound Web del 02-06-2014, di Bruce Borgerson





 
 
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